Ma sì, lasciatemi giocare a fare lo spulciatore di news che così mi sento quasi una persona seria. E voi fate finta di essere interessati, mi raccomando. Da dove cominciamo oggi? Ma naturalmente dalla foto che vedete qui sopra. Probabilmente ne avrete sentito parlare anche voi perché la notizia è uscita su tutti i giornali del mondo ed ho visto che anche il
Corriere ne ha parlato nel proprio sito. Riassumendo in soldoni sembrerebbe che abbiano individuato in Amazzonia, nello stato di
Acre per la precisione, una tribù di Indios che ancora non era mai entrata in contatto con l'uomo bianco. Questi poveretti si sarebbero spaventati al passaggio dell'areo ed avrebbero cominciato a lanciare frecce nel tentativo di abbatterlo. Uso il condizionale perché in realtà qui ho sentito anche un'altra versione dei fatti meno romantica: praticamente questa tribù l'uomo bianco in realtà lo conoscerebbe bene, anche troppo visto che ultimamente stanno letteralmente mangiando il terreno sotto i piedi di questi poveri Indios, proprio perché la zona in cui vivono è ricchissima di minerali, tanto che anche diversi avventurieri peruviani che stanno al confine spesso entrano illegalmente in Brasile per fregarsi più "robba" possibile. E quindi forse le frecce indirizzate al mostro metallico non si devono tanto alla paura quanto all'esasperazione.
Ma le notizie sulle popolazione native del Brasile non finiscono qui. Qualche giorno fa, questa volta nello stato del
Parà, un'altra tribù di Indios ha preso a colpi di machete un ingegnere dell'Elettrobras che stava mostrando loro le meraviglie di una nuova centrale idroelettrica che stanno per costruire lì, naturalmente fregandosene delle conseguenze che questa scelta avrà sulle tribù. L'ingegnere se l'è cavata, si è beccato qualche taglio profondo ma ora sta bene.
Cliccando qui trovate il filmato di tutta la scena, da non mostrare ai bambini però!
Sulla questione dell'Amazzonia ci tornerò perché mi sta a cuore. Per ora vi dico in breve com'è la situazione finora:
1) Il primo mandato di Lula aveva promesso di proteggere l'Amazzonia senza bloccare lo sviluppo del paese grazie a dei programmi serissimi, razionali e supermoderni.
2) La cosa sembrava aver funzionato e tutto il mondo si era complimentato con il governo brasiliano.
3) Negli ultimi mesi la doccia fredda: i satelliti della Nasa hanno mostrato che in realtà il disboscamento non solo non si è fermato, ma addirittura è aumentato di volume e di intensità. Ed il dibattito sull'Amazzonia è ripartito alla grande.
4) Il ministro dell'ambiente del governo Lula all'incirca un mese fa si è dimessa (l'ex ministro è una donna) proprio perché aveva cercato di opporsi, con scarsissimi risultati, all'assegnazione di concessioni per aziende che sfruttano le risorse della foresta pluviale.
Insomma, il problema Amazzonia è serio, lontano dall'essere risolto e riguarda tutti, non solo i brasiliani. E su questo tema Lula finora sembra aver fallito in pieno.
Ma ora finiamo in bellezza con una notizia positiva.
Il Brasile si conferma come assoluto leader mondiale per quanto riguarda le energie rinnovabili. Che cosa significa questo? Semplice, che ben il 44% dell'energia utilizzata in questo paese deriva da forme di produzioni pulite e rinnovabili: acqua, vento e biocombustibili. Il petrolio, per parlare del cattivone più importante, incide solo per il 13%. Se prendiamo il resto del mondo le cifre sono invertite: la media di energia prodotta da fonti non inquinanti è di solo il 6%, mentre il petrolio quasi sempre incide dal 40 al 60% del computo totale. Che dire? Speriamo che duri, l'idea di vivere nel paese più ecologicamente corretto del mondo mi piace proprio. E speriamo anche che si innesti una bella gara virtuosa tra le varie nazioni su questo aspetto specifico.
Va bene, per oggi basta rompervi le scatole, anche perché Zara mentre scrivo comincia a guardarmi male a causa della lunghezza del post.
A presto!